RILIEVI

Voli sospesi tra cielo e mare, leggeri come danze arcaiche che nell’eleganza dei loro movimenti preservano però la memoria della propria consistenza materica. Manifestano le potenzialità insite al loro paziente e perenne procedere verso approdi ignoti ma inconsapevolmente desiderati, attesi, e forse, troppo a lungo rimandati.

Il loro poetico richiamo somiglia alle volte a un sibilo, altre a un grido sottile, come testimonianza in grado di catturare le cose di cui abbiamo più intimamente bisogno, quelle a cui rimandano tutte le singole esistenze di ognuno e di cui i giorni vissuti eclissano, sovente, la centralità per la vita interiore dell’Essere. E quei reticoli imprevedibili e casuali generati dal movimento della natura persino nelle acque più cristalline, quelle forme che indichiamo col nome di “schiuma marina”, né acqua e nemmeno aria, diventano dimensione intermedia in cui sperimentare l’assenza di reali distinzioni tra le componenti della natura e dell’uomo, accanto alla capacità che appartiene a ognuno di rigenerarsi in simbiotiche combinazioni libere dal peso di ogni storia pregressa. Sebbene sia impossibile concedersi a una forma di totale oblio delle cose, è invece cosa naturale, disegno di ogni destino la rinascita. E proprio questi fenomeni causati dalla diminuzione della tensione superficiale dei liquidi, diventano motivo di ispirazione che pervade la serie Rilievi di Arianna Spizzico.
Aggregati di bolle di aria, banchi osmotici di minuscoli frammenti di aria e acqua, riflettono la luce, evocano l’assenza di qualsiasi rigidità o condizione definitiva non solo all’interno del mondo naturale, ma anche di noi stessi. La materia è infatti costantemente riformulabile dalla meccanica del tempo, il rame, il cuprum di pliniana memoria, è uno dei più antichi metalli conosciuti e utilizzati dall’umanità. La sensibilità dell’artista ricorre a questo materiale per i suoi Rilievi, unendo alle forme elaborate e disposte in superficie, basi di plexiglass e fili di plastica fusi e solidificati, che sfidano coraggiosamente la bidimensionalità, trasportando nel tempo presente la memoria archetipica del mondo, cercando sempre nuovi equilibri formali e spirituali per concederla al presente, inserendo all’interno della narrazione elementi linguistici prelevati dalla contemporaneità per ricordare che sacralità, continuità e possibilità di riscatto appartengono al mondo intero. Il volo alato delle forme sospese di Arianna Spizzico somiglia a un eco continuo che sebbene visibile al mondo, dona il suo messaggio solo a chi è in grado di ascoltare in profondità, sollevando il velo sottile del mare e frantumando le rigidi coltri che costruiamo a partire dai nostri timori.

Giuliana Schiavone

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