BIOGRAFIA


Verso l’inizio degli anni ‘80, Arianna Spizzico dopo aver conseguito il diploma al Liceo Artistico di Bari, diviene membro dell’Associazione Incisori Pugliesi – 300 autori di chiara fama come Antinori, Serra, Sodano, Venuti, Treccani ecc. – diretta da Glauco Camiless.
Con questi inizia un lungo percorso di mostre nazionali itineranti sull’incisione tra cui, degna di particolare nota, la cartella dedicata a Rauchemberg. Nell’ambito della VI biennale dell’incisione, presso il Castello Aragonese di Taranto, la sua “opera prima” titolata “La donna e l’aquila”, realizzata con le tecniche della punta secca e dell’acquaforte, viene segnalata tra le migliori da Luigi Servolini – direttore dell’Accademia delle Arti dell’Incisione di Roma e dall’Associazione Incisori d’Italia – tanto da conferirle la nomina di Accademico effettivo ad honorem. Presso la Biblioteca Nazionale di Firenze – sezione Libri d’Autore -, grazie ad Alvaro Spagnesi, curatore della recensione storica, viene acquisita una copia del suo libro miniato di incisioni ed acqueforti dal titolo “Immagini del Mito” realizzato da Marisa Salomone con torchio a stella presso la calcografia d’arte “Ante Litteram” di Bari.

Negli anni ’90 viene realizzato il video d’arte “Una pittura lunga un Sogno” su regia di Mimmo & Alex Avellis, avente come soggetto opere grafiche e tele della Spizzico e ispirato dalla passione per il mito e il mare con la cornice del territorio pugliese. Nello stesso periodo Arianna cura le illustrazioni di “Zeus”, libro scritto da Enzo Bonavita, mentre la ditta “Grese” sita a Constanz in Germania, le affida l’incarico di progettazione e direzione dei lavori di due grandi vetrate a piombo. Per fini teatrali, le è stata affidata la riproduzione di corone e monili appartenuti all’imperatore Federico II di Svevia e alla regina Costanza d’Aragona. Il regista teatrale A.Vasco, le ha commissionato inoltre, l’ideazione grafica dei manifesti per il “Romeo e Giulietta”- realizzato in collaborazione fotografica con il fratello Domenico Davide – e per altri spettacoli tra cui La battaglia di Roncisvalle, i suonatori di Brema, la bella addormentata, ecc.
Questo è il decennio in cui l’artista si dedica con successo, alla ritrattistica eseguendo anche su commissione del dott.Vincenzo Poli, dipinti ritraenti alcuni degli antenati più eminenti del suo casato. Uno di questi – Il generale Giuseppe Eugenio Poli – Capo di Stato Maggiore dell’Esercito – è esposto nella Galleria degli Uomini Illustri di Molfetta nelle sale del Palazzo Giovene. Per lo stesso committente Arianna Spizzico, ha eseguito il ritratto del ten.colonnello Giuseppe Saverio Poli, conte di Villahermosa, Pari del Regno delle Due Sicilie, fisico e naturalista di fama mondiale e autore di numerosi testi scientifici, mentore del Re Francesco I di Borbone Due Sicilie, nato a Molfetta nel 1746 e morto a Napoli il 1825.
Altra opera eseguita è il ritratto realizzato ad olio su legno, del generale Pasquale de Paoli, eroe dell’indipendenza Corsa, nato a Stretta di Morosaglia nel 1726 e morto a Londra il 1807 che ebbe come aiutante di campo Carlo Bonaparte padre dell’Imperatore Napoleone I del quale fu amico come lo fu del Rousseau con cui scrisse la Costituzione della Corsica.
Intorno al 2000 l’evoluzione artistica ha spinto la Spizzico, a realizzare alcuni soggetti bronzei oltre a comporre opere multimateriche e sequenziali utilizzando l’antica tecnica dell’imprimitura – trattasi di un antico composto messo al fuoco a bagnomaria e utilizzato per preparare o restaurare il legno sin dal ‘500 .
Nell’impasto magmatico ancora caldo, affondano lamine di rame, ottone insieme a sabbia conchiglie, coralli o in alcuni casi, scarti tecnologici come diodi, nastri di registrazione, cellulari, che vengono poi sottoposti ad ossidazione e contaminazioni. L’aspetto finale dunque sarà quello di un elaborato che riporta immediatamente alla mente la pietrificazione di un pezzo di materia venuta dal futuro.
L’artista ha inoltre curato corsi privati per bambini aventi come oggetto il ritratto, la prospettiva nella copia dal vero e le tecniche pittoriche utilizzate da alcuni grandi autori autodidatti come Van Gogh e Ligabue.

Hanno scritto di lei: numerosi critici tra i quali: Angelo Dragone “La Stampa” , Toti Carpentieri, Anna D’Elia, Lino Angiuli, Caterina Cappelluti Altomare, Luciana Cataldo, Raffaele Nigro, oltre ad Alvaro Spegnesi – storico d’arte – e Marisa Lepenne – Soprintendenza Beni Culturali e Ambientali di Bari
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